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Notizie :: Diario di bordo del presidente
A Riccione per la finale di Vivi la voce - speciale diario di bordo  
vivi la voce riccione

Domenica 21 agosto 2011, Piazzale Roma, Riccione in fondo a Viale Ceccarini sono le ore 21 sta per iniziare la finale del tour di Vivi la voce e ci siamo anche noi.
Lo spettacolo inizia, alla fine della serata diremo che è stato uno spettacolo vero e proprio e che è ne è valsa la pena esserci stati.
Le luci della piazza piano piano si accendono e i giovanissimi cantanti accendono la piazza intera, una canzone dopo l'altra, senza sbavatura ne incertezze, tutti insieme ad aspettare il proprio turno, si scambiano sorrisi e pacche sulle spalle, battono le mani a tempo, ognuno di loro si sente partecipe e protagonista e quando arriva il momento sanno cantarle di santa ragione in tutti i sensi. Sfidano il palco con disinvoltura, con leggerezza almeno da sotto a noi sembra così, qualcuno qualche fila più indietro di me a voce alta "ma cosa vuoi che sia stare la sopra", decido di credergli, non l'avessi mai fatto.
La Sara e Gianluca sono meravigliosi e tutti coloro che gli girano intorno sono altrettanto meraviglioso, ma soprattutto è meraviglioso il fatto di riuscire a far passare non solo il messaggio di essere li per stare insieme e divertirsi ma per essere li per un motivo ben preciso, per coloro che hanno più bisogno di noi, il messaggio della solidarietà, con le iscrizioni hanno contribuito a donazioni a distanza, costruzione di scuole in Messico ed un altro contributo è arrivato pure a noi, GRAZIE!
La serata prosegue, giunge quasi al termine quando dietro di me spunta la Sara Serafini presidente dell'Associazione, mi porta sul palco, sulle scale incontro il vincitore di Cervia, Mattia Delpopolo, mi chiede come sto, rispondo secco dicendogli che mi tremano le gambe (mi sembra di aver intravisto la folla ma non ne sono sicuro), lui quasi schernendomi se ne esce fuori con un "ma cosa vuoi che sia" (questa frase l'ho già sentita), un attimo prima di salire sul palco parte un segno della croce (non sono scaramantico, ma per non rischiare).
La Sara e Gianluca mi presentano e mi lasciano il microfono io penso dentro di me che se ce la fanno loro posso farcela anche io e in quel momento, la voce si impalla, le parole non vengano, la mascotte di felice si agita al mio fianco (fra poco lo agito io), ma alla fine tutto è ben quel che finisce bene.
Avrei voluto tutti i miei ragazzi li a godersi quella meravigliosa serata, tutti insieme a fare festa.
La festa è finita sono le 3.30 e il sonno non arriva, arriva un messaggio la Sara "stasera ti ho visto per la prima volta impacciato, grazie per l'emozione", la prima versione del messaggio di risposta doveva essere: "me a no fat nient, am so caghè adoss e basta".
Un grazie anche a Francesco Capodacqua di Amici presente in giuria che su richiesta di una nostra attrice si è offerto di fare un foto ricordo insieme a tutti noi.

Autore : Eric Benedetti
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22/08/2011 - 15:36
Parola d'ordine "Condivisione"  
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Questo diario di bordo lo scrivo direttamente dalla spiaggia, sdraiato sulla sabbia rovente cerco con grande difficoltà di radunare i tanti pensieri e di buttare giù qualche riga, trasportato dal rumore delle onde, dall'odore del mare, dalla sabbia sollevata dal vento che finisce sul block notes, se sarà un diario di bordo romantico sulle onde dei ricordi, quelli belli, quelli che ti danno la convinzione che ciò che è stato fatto fino ad ora ne è valso veramente la pena o se sarà un diario di bordo ancora una volta sulle onde di un mare in tempeste lo intuirete leggendo le righe che verranno, sempre se avrete pazienza e voglia di starle a leggere.

A volte mi capita di leggere articoli in cui ci si auspica un sentimento di pace, ho si lanciano appelli per la pace a livello mondiale. La pace la rincorriamo sempre tra i grandi conflitti, tra le grandi contese internazionali se non mondiali, troppo difficile guardarsi dentro per ricercarla nelle piccole cose, nelle cose di tutti i giorni, nelle dinamiche che intercorrono tra le persone, forse dovremmo partire ricercandola negli attimi belli e brutti della vita quotidiana, in ciò che conosciamo meglio prima di ricercarla a livello mondiale per tutta l'umanità, troppo facile e troppo comodo tenere il muso con quell'espressione di stizza di un bambino quando non riesce a ottenere quel determinato gioco o quella determinata caramella.

Il nostro ultimo spettacolo voleva celebrare il 150 anni dall'unità nazionale, cosa credevo che bastava uno spettacolo con un tema cosi forte per riuscire a riunire un gruppo?, a ricucire i rapporti? Sperare di ricominciare un viaggio come quello di Garibaldi per ritrovare l'unità? Purtroppo non avevo considerato che l'orgoglio a volte è più forte di ogni altra cosa ed anche se cercavi di mettercela tutta ormai il danno è stato fatto, mi vien da dire a questo punto fortuna chi sbaglia perchè attraverso i propri sbagli che una persona potrà crescere e migliorarsi sempre di più, mentre chi non sbaglia mai lascia che il mondo circostante gli passi accanto senza lasciar alcun segno sulla propria pelle nemmeno un graffio, nemmeno una cicatrice e ti chiedi veramente se hanno mai provato a rischiare per cercare di realizzare i propri sogni.

Un mio personale consiglio è di rispolverare il dizionario di italiano e sotto la lettera C andarsi a ricercare la parola "CONDIVISIONE" ma visto che credo che pochi si prendano la briga dei miei consiglio vi facilito il lavoro, CONDIVISIONE: "adesione, partecipazione ad un progetto, un'idea o un obbiettivo". Ora mi chiedo se manca il desiderio, la forza, l'onestà intellettuale nel condividere una determinata idea, progetto, obbiettivo, come è possibile restare all'interno di un gruppo che è unito dagli stessi sogni e dalle stesse speranze?
Ogni possibile interpretazione è plausibile ma non starò qui a perder tempo con altre inutili seghe mentali.

Ha volte ho fatto di testa mia, ma ogni mio gesto era verso coloro che mi hanno dato tanto e che mi hanno insegnato davvero molto, dal vivere ogni giorno la mia malattia senza vergognarmene ma affrontandola ogni giorno arrivando al punto di riuscire a riderci e scherzarci sopra, all'avere il coraggio necessario per affrontare le difficoltà di ogni giorno senza piangermi addosso, se la mia colpa è quella di aver cercato di offrirgli quegli stimoli e quelle situazioni che la vita gli ha negato, quasi il mio fosse solo un atto di riconoscenza nei loro confronti, in quanto sono le uniche persone al mondo che posso definire "i miei migliori amici", è la colpa più bella che ci sia e dei miei accusatori invidio solo una cosa: la loro buona salute.

Alcune nuvole coprono il sole, non arrivano più i raggi che fino a un'attimo prima mi davano l'impressione di riscaldarmi dentro ed un venticello fresco mi fa tornare alla realtà delle cose, ma di certo almeno io non mi rassegno perchè di strada da fare c'è nè ancora molta, ma per coloro che avranno voglia di CONDIVIDERE questo cammino sappiano che non sarà sempre pianneggiante o asfaltato, ci saranno buche, salite e tornanti, perchè nella vita niente è semplice e se lo fosse forse non ci sarebbe neanche gusto a viverla, ma se cammineremo condividendo un obbiettivo, un sogno, una speranza, per coloro che ci sono accanto, fregandocene se nel gruppo c'è qualcuno che non ci sta simpatico, se sapremo guardare oltre, allora riusciremo a scalare anche le salite più difficili e la vetta sarà nostra.

Autore : Eric Benedetti
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11/08/2011 - 20:48
Tempo di bilanci  
gatto matto

Ancora pochi giorni all'ultima data ufficiale di Garibaldi l'è un mi ameig, lo spettacolo teatrale della compagnia Tana liberi tutti che ha già riempito il teatro di Cesenatico e successivamente quello di Gambettola, sono giorni di attesa, di ansia, di tensione, in cui nascondiamo (almeno da parte mia) un piccolo accenno di malinconia quando si spegneranno le luci e calerà il sipario, con la speranza di ritrovare tutti ma proprio tutti a ottobre 2011 per la ripresa del progetto teatrale.
L'evento del 5 luglio sarà sotto ogni aspetto una grande festa che vogliamo dedicare a tutti coloro che ci hanno seguito in questi quattro anni e per coloro visto il periodo estivo ed la presenza di numerosi turisti e la location (piazza della libertà - Gatteo a mare) in cui andremo a realizzare lo spettacolo, che per la prima volta assisteranno ad un nostro spettacolo, per chi non potrà esserci può vederci in diretta streaming dalle ore 19 circa direttamente sul nostro sito.
E' stato un anno intenso sotto ogni punto di vista, non sono mancate discussioni e momenti di acceso confronto, l'essere un gruppo comporta anche il non andare d'accordo, l'essere un gruppo comporta anche da parte di qualcuno commettere degli errori, l'essere un gruppo vorrebbe dire ritrovarsi per cercare di unirsi ancora di più, per superare insieme le varie difficoltà, ma non sempre è così.
Le critiche? Io da parte mia le accetto molto volentieri, ma sono convinto del fatto che ad ogni critica bisognerebbe far seguire anche con un'azione propositiva ,che a volte manca e le accuse nei miei confronti alla fine della fiera trovano il tempo che meritano
Da parte mia posso dire che sono soddisfatto di tutti ed orgogliosi di tutti coloro che hanno condiviso questo progetto e si sono prodigati per poter realizzare un progetto come quest'ultimo di Garibaldi che ci ha visti impegnati su tutti i fronti.
Ora so benissimo che le mie considerazioni prendono il tempo che trovano, so benissimo che il mio carattere è difficile da sopportare ma è quello che ho ed anche se è un carattere di M tocca tenermelo, la malattia, le terapie, i continui controlli, le mie battute d'arresto a livello di salute certamente non sono una scusante ma di certo hanno amplificato quello stato di agitazione e nervosismo che già erano nel mio DNA, ma so per certo che ho sempre fatto di tutto per non scaricare sugli altri i miei problemi di salute, sempre tenendomeli dentro di me, chiudendomi all'interno del mio guscio, e questo a volte mi ha portato inevitabilmente ad esplodere ed a mostrare segni di instabilità.
Non sono qui per chiedere la pietà e la compassione di nessuno, il progetto è nato dopo un mio ricovero in ospedale, dopo che ho davvero rischiato grosso e mai avrei creduto che saremmo arrivati dove siamo ora.
Ora sto pensando che forse tutto ciò che potevo fare l'ho fatto, tutto quello che potevo dare l'ho dato, tutto il tempo che potevo spendere per questo progetto l'ho speso, non so quanto a lungo resisterò di fronte a chi prende in considerazione solo un mio gesto, una mia affermazione, un mio cenno del capo per darne un proprio giudizio, senza conoscere quanto si è fatto in questi cinque anni e di quanto abbiamo dato per quei ragazzi/e in questi quattro anni, ma di certo loro a me hanno dato tanto ed ogni cosa che ho fatto, molte volte anche di testa mia cocciutamente, l'ho fatta per loro, per quelle persone che mi hanno dato veramente tanto, aiutandomi giorno dopo giorno a superare le difficoltà derivanti dalla mia malattia, ma soprattutto a non vergnorarmi del fatto di essere malato, senza mai fargli pesare i miei problemi e senza mai sbatterglieli in faccia, ed ogni qualvolta che penso a delle mie possibile dimissioni dalla mia carica di presidente dell'associazione, avverto un brivido lungo la schiena, e l'immancabile sensazione che li sto tradendo e pugnalando alla schiena, cosa che loro nei miei confronti non farebbero mai.
Siamo cresciuti insieme ed è mia premura cercare di crescere sempre di più.

Autore : Eric Benedetti
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1/07/2011 - 11:08
C'è Presidente e Presidente - torna il diario di bordo  

38911_1552270013463_1436547434_31469873_3002944_n ”Non bisogna temere di ritrovarsi uniti insieme attorno ai grandi principi ed ai grandi obiettivi e a dire che sono comuni per tutti” Giorgio Napolitano.

C'è Presidente e Presidente questo è certo, ma questa frase in particolare ha un signicato non solo per una grande nazione come l'Italia ma anche per le piccole cose, per esempio le piccole associazioni di volontariato.
Troppe volte emerge il desiderio di immaggine, di essere superiori agli altri, di essere gli unici ad essere in grado nel fare una determinata cosa. Troppe volte emerge l'incoerenza nelle affermazioni, nel trovare motivazioni che due secondi dopo vengono smentite dalle stesse persone che le hanno espresse, troppe volte pur di andare contro ad una determinata persona non ci si accorge che si sta mettendo in mezzo anche persone che in certe situazioni non c'entrano niente e che andrebbero lasciate fuori.
Io non so se ho la stoffa del Presidente e credo personalmente che presto forse giungerà il momento che debba lasciare ad altri questo ruolo, sta di fatto che Telemaco mi ha dato tanto e allo stesso tempo mi ha tolto un pò di cose, sta di fatto che non mi sento un artista, un attore, non non sono qua per una questione di immagine ma sono qua per esserci, mi sento una persona che nel suo piccolo vuole cercare di aiutare quelle persone che hanno avuto meno dalla vita, ma non per questo gli deve essere preclusa la possibilità di dare tanto agli altri, come per esempio hanno dato a me.
A un certo punto della mia vita qualcosa è andato stort così è nato il progetto "Tana liberi tutti" che mi ha dato la possibilità di fare teatro con ragazzi/e diversamente abili, interagire e rapportarmi con loro, imparare una modalità diversa di comunicazione, mi ha fatto capire che quella sfortuna che mi era capitata si era trasformata in una grande fortuna, perchè mi ha dato il coraggio e la forza di intraprendere questo progetto.
I grandi principi, i grandi obbiettivi non sono in questo caso progetti astronomici di difficile realizzazione (perchè essendo una piccola associazione ci mancano le persone, i mezzi, le forze ed le disponibilità economiche per poterli realizzare), "puntare in alto tanto a calare si fa sempre in tempo!", mi dicevano quando ero piccolo, ma in questo caso non abbiamo bisogno di puntare alto; a Cesenatico ed a Gambettola, con lo spettacolo "Garibaldi l'è un mi ameig", se qualcuno va a riguardarsi le foto tutti i nostri ragazzi/e erano felici e sereni, -non ci dovrebbe bastare solo questo? - Gli abbiamo regalato un momento di felicità, di svago, di spensieratezza!
Mi chiedo: non abbiamo già assolto al nostro compito di volontari nell'aiutare chi si trova in uno stato di disagio e di difficoltà? Il loro sorriso, la loro gioia ci dovrebbe ripagare in un solo attimo di tutta la fatica spesa, ed ecco che i grandi obbiettivi anche nelle piccole cose possono definirisi realizzati, riflettendosi nella gioia degli occhi di queste persone e nella felicità delle loro famiglie.
Dire che è un punto comune per tutti è ancora difficile, bisognerebbe imparare a scavalcare le piccole rivalse personali ed accettare che sotto i riflettori ci siano i risultati e non i meriti, senza appunto temere di ritrovarsi uniti!! Ma non ci perdiamo d'animo, del resto "Roma non è stata costruita in un giorno" e la nostra volontà e voglia di regalare gioia è forte e persevera insieme al desiderio di promuovere sempre più il valore della socializzazione, dell'integrazione e dell'aiutarsi l'un l'altro.

Il diario di bordo del presidente torna sabato 25 giugno 2011.
Grazie per l'attenzione ed anche un immenso grazie ad una persona lontana da me che ho sempre tenuto vicino a me.

Autore : Eric Benedetti
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17/06/2011 - 21:02

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