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FAQ
Tana liberi tutti... la mia storia

Ho conosciuto il teatro, non perchè me l'avesse consigliato qualcuno o vi fossi stato costretto. Era una delle tante attività che l'istituto superiore che frequentavo proponeva. Io ero un ragazzo timido, preso in giro dalla maggior parte dei comopagni, passavo la ricreazione solo al mio banco e quando fui messo per la prima volta su un palco mi sentii come dice una canzone della Bandabardà "... tranquillo come un autubus in panne", continuai il laboratorio anche negli anni che seguirono, conobbi diversi insegnanti di teatro, ma solo uno di loro mi trasmise la voglia di continuare a coltivare questa passione.
Grazie al teatro le superiori volarono in un batter d'occhio. Dopo la maturità la scelta dell'università. Una volta avevo detto ad un mio professore di economia: "Non si offenda, ma credo che non mi iscriverò mai a economia". A ottobre ero iscritto al primo anno della Facoltà di Economia e Gestione Aziendale di Forlì, indirizzo manageriale. Feci tre anni di corso e due fuori corso, per un totale ci cinque anni persi... o forse no.
Al primo anno conobbi Sabrina, lei mi ripeteva sempre: "L'economo è colui che saprà dirti domani perchè ciò che ha predetto ieri non è successo oggi: un perfetto cretino!" Andavo a casa sua a studiare ma, invece di ripassare macroeconomia o statistica aziendale, recitavamo Shakspeare, Goldoni, Pirandello, Molièr.
Quando ormai avevo abbandonato il teatro, un giorno, al bar dell'università, Sabrina lesse un articolo su un laboratorio di teatro amatoriale a Cesenatico. Chiamai subito e, da lì, iniziai con loro questa avventura che continua ancora oggi.
Prima abbiamo lavorato all'interno del progetto Le stagioni dell'aggragazione facendo diversi spettacoli, poi siamo entrati a far parte dell'Associazione Telemaco, sempre continuando a fare teatro. Nel frattempo, tante cose sono successe; c'è chi se n'è andato, chi è rimasto, chi si è aggiunto a noi.
Noi crediamo che il teatro, alla fine dei conti, sia un gioco a cui ci piace giocare, divertendoci e - speriamo - di far divertire chi viene a trovarci. Non abbiamo pretese artistiche ma desideriamo fortemente far divertire anche coloro, che nella vita, sono stati meno fortunati di noi. Questo rimane il nostro obbiettivo principale: liberare il teatro e renderlo acessibile a tutti; perchè tutti, indistintamente, possano far sentire la propria voce, mostrarsi per quello che sono senza aver paura di venir giudicati, trasmettendo a modo loro agli altri emozioni, sensazioni.
Tutto è lecito a teatro, tutto diventa possibile. E i sogni di ognuno, sotto i riflettori, diventano realtà.
Siate fuoco, siate terra, siate acqua, siate aria; siate vento, siate pioggia, siate tempesta, siate Tana liberi tutti!!

P.S.: Sabrina non c'è più, se n'è andata per sempre. Ma se non fosse per lei oggi non sarei qui.



Stampa  Pubblicato : Mercoledì, 22 Aprile 2009 - 10:57
 Ultima modifica : Mercoledì, 22 Aprile 2009 - 11:02
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